Walter Pedullà, nato a Siderno il 10 ottobre 1930, è stato uno dei più raffinati protagonisti della cultura italiana del secondo Novecento. Critico, giornalista, saggista di fama internazionale e accademico, ha dedicato la propria vita all'esplorazione dei linguaggi più innovativi della letteratura, mantenendo sempre intatto quel cordone ombelicale spirituale che lo legava indissolubilmente alla sua terra d'origine.
Il suo percorso di eccellenza ebbe inizio all'Università di Messina come allievo del grande Giacomo Debenedetti, del quale divenne assistente a partire dal 1958 presso l’Università "La Sapienza" di Roma, per poi succedergli sulla medesima cattedra di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea. In quel solco accademico, che lo ha visto docente per quasi mezzo secolo fino alla nomina a professore emerito nel 2005, Pedullà ha costruito una carriera costellata di incarichi di altissimo rilievo pubblico. È stato una firma storica del quotidiano L’Avanti! dal 1961 al 1993, collaborando successivamente con testate quali Il Messaggero,L'Unità e Il Mattino, e ha ricoperto ruoli di vertice nelle massime istituzioni del Paese, servendo nel consiglio di amministrazione della RAI dal 1977 al 1992, assumendone poi la Presidenza tra il 1992 e il 1993, e reggendo infine la Presidenza del Teatro di Roma dal 1995 al 2001.
Ha diretto con Nino Borsellino la "Storia generale della letteratura italiana", in dodici volumi, edita nel 1999 da Rizzoli e Motta. Per l'Istituto Poligrafico dello Stato ha diretto la collana di classici "Cento libri per mille anni" (due interamente curati da lui - uno su Italo Svevo, un altro su narratori e prosatori del Novecento - e due in collaborazione con altri: uno sul saggio del Novecento e uno sulla poesia e il teatro del Novecento). E ha anche diretto due riviste da lui fondate nel 2000: "Il Caffè illustrato" e "L'illuminista". Walter Pedullà è stato con Elio Pagliarani, Luigi Malerba, Giorgio Manganelli e Angelo Guglielmi tra i fondatori della Cooperativa Scrittori, della quale è stato vicepresidente. Ha diretto la casa editrice Lerici, ha curato per Rizzoli l'edizione delle opere di Stefano D'Arrigo in cinque volumi e volumi di Italo Svevo, Corrado Alvaro, Antonio Pizzuto, Jolanda Insana, oltre ad aver introdotto decine di volumi di saggistica e poesia. Per i Meridiani di Mondadori ha curato un'antologia delle opere di Malerba. Ha vinto tra gli altri i premi Vittorini, Borgese, Giusti, Locri, Melfi, Adelphi, Regium Juli, Siderno, Cortina, Montesilvano ed ha ricevuto il premio speciale di letteratura in occasione dei Premi Flaiano 2021 per il libro "Il pallone di stoffa. Memorie di un nonagenario" (Rizzoli, 2020).
L’imponenza della sua produzione saggistica, che spazia da titoli fondamentali come La letteratura del benessere(1968) a opere più recenti quali Giacomo Debenedetti, interprete dell'invisibile (2015), ha segnato profondamente il modo in cui oggi leggiamo giganti della letteratura quali Gadda, Palazzeschi, Savinio e D'Arrigo. Attraverso monografie e raccolte di saggi, Pedullà ha esplorato con acume i temi portanti del Novecento, offrendo chiavi di lettura originali sul futurismo, la neoavanguardia e la comicità, senza mai trascurare l'indagine sociale su fronti complessi come la controcultura, il fantastico, l'emarginazione e la questione meridionale.
Eppure, nonostante i riconoscimenti solenni, tra cui la nomina a Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana nel 1996, Walter Pedullà non ha mai smesso di essere quel ragazzo che correva per le vie di Siderno. Questo sentimento viscerale ha trovato la sua massima espressione letteraria nel volume di memorie Il pallone di stoffa, dove il ricordo dell'infanzia in Calabria emerge come il baricentro di tutta la sua riflessione critica e come una bussola morale che lo ha guidato anche nei momenti di massima responsabilità istituzionale. Per Pedullà, tornare a Siderno significava ritrovare l'essenza stessa della sua "fantasia dolce", quella capacità tipicamente meridionale di guardare il mondo con ironia e profondità.
Tale amore si è tradotto anche in un impegno concreto per il Premio Letterario "Città di Siderno". In veste di carismatico Presidente di Giuria e instancabile animatore, non si è limitato a prestare il proprio illustre nome alla manifestazione, ma ne è stato motore intellettuale e il garante di una qualità che ha permesso al Premio di interloquire con le più grandi case editrici nazionali. Insieme a lui, il Premio è diventato uno spazio di resistenza culturale e un simbolo di riscatto per la propria terra, trasformando la periferia geografica in un centro nevralgico del pensiero letterario. La sua presenza alle cerimonie di premiazione era il segno di una promessa mantenuta, ovvero di restituire alla propria comunità il frutto di una vita dedicata alla divulgazione del Sapere
Walter Pedullà si è spento nella sua casa romana la sera del 26 dicembre 2024 all’età di 94 anni, ma la sua voce continua a vibrare tra le pagine dei libri che ha amato e scritto, fedeli testimoni del suo pensiero.